it's wonderful, good luck my babe
tornata di nuovo alla vita reale dopo 4 giorni perfetti, sebbene la perfezione non si di questa terra etc.etc. sti cazzi.
giorni di paesaggi splendidi con la sana aria di montagna da noi snobbata per la nicotina, di colazioni all'una di pomeriggio, pranzi alle quattro e cene a mezzanotte, di oggetti borgheserrimi tra cui devo citare: una lampada che si accende tirando un cucchiaino, un tavolino a forma di nanetto (anzi due), un terrificante orologio a cucù che ha rovinato i momenti più poetici; giorni di uscite dal letto solo per necessità e di camini accesi con le candele sopra e di rimanere nella vasca fino alla cancrena della pelle. giorni con io improbabilmente ai fornelli, più che per guardare lui e annuire ogni tanto che altro, di panna montata e fragole che abbiamo usato anche per le crepes (tsk, malfideti), del celeberrimo sciroppo d'acero, di foto improbabili, di thè a qualsiasi ora del giorno della notte, dei monty phyton e di luttazzi; giorni senza neanche un litigio e della tenerezza stemperata con qualche "muori" mio e "va bene, troia" suo, perchè insomma si sa che il miele lo preferiamo tutti e due sulle fette biscottate. giorni in cui mi sono portata dietro duemila libri di russo e non ne ho aperto neanche uno, giorni in cui si sta attentissimi a non lasciare nulla di compromettente in giro e poi si lascia la cosa più compromettente del mondo sotto il divano. e poi tornare e prendere in giro i nomi dei paesi sfigati del bresciano, e vedere un paese di nome "crist" e invertire il senso di marcia solo per fotografare il cartello.
e allora come non posso ringraziare il destino nella forma di ruben e dei "capi brasiliani del fotolog" per questa inaspettata primavera?
o come direbbe qualcuno "minchia è pieno di soldi, tienitelo stretto!"
(scusate, dovevo stemperare alla fine)
:)





