will we have rainbows, day after day?
e così la prima settimana di seminario russista è finita, e io me ne sono a malapena accorta. tra massacranti ore di traduzione simultanea, lettere, conversazioni e crisi nervose, ma anche tra innumerevoli risate, abbracci, pausesigaretta e discorsi su quello che è stato e che sarà, il tempo è passato velocissimo mentre io torno a casa di sera sotto la pioggia con l'ipod nelle orecchie e un accendino verde in mano e mi sento stanca ma felice. oddio, forse felice felice proprio no, ma sicuramente serena. di tempo per pensare ne ho avuto poco, quello che ho avuto è bastato per capire che que sera, sera, che per adesso va bene così anche se ogni tanto ti senti un groppo in gola per il non sapere se tutto è finito oppure se non è ancora cominciato, ma in fondo il carpe diem ha spesso queste conseguenze, che sono ben felice di affrontare. in ogni modo ho una settimana di casa libera davanti a me, e anche se per domani notte avevo avuto un paio di ideucce irrealizzabili, si prospettano serate filmiche, metafisiche e alcooliche che di sicuro mi faranno bene. eccheccazzo, ce li godiamo o no sti 20 anni?
e poi, i segni indelebili. da ieri pomeriggio ho un altro piccolo tatuaggio che oggi ho guardato quasi per un'ora chiedendomi se ho fatto bene. ma poi mi sono detta che me ne ero innamorata appena visto il disegno e che ha un significato, anche se meno profondo dell'altro, e l'altro mi aveva portato un anno e più di fortuna continua. e allora, va bene così.
come dimenticarsi poi di ieri sera, partita con una convention di barzellette russe, per lo più davvero esilaranti nonostante si creda che i russi non abbiano senso dell'umorismo, e finita ai lavatoi, tra una sigaretta, caramelle e altre cose un filino più illegali. e mentre si era lì tranquilli ai lavatoi assistiamo sconvolti a un accoppiamento in piena regola tra due all'apparenza distinti e insospettabili quarantenni, che hanno continuato imperterriti il loro show nonostante avessero notato benissimo la nostra presenza, considerando che continuavamo a urlare frasi tipo "oh, ma se vado là e gli chiedo di accendere secondo voi si offendono?", "oh mio dio l'ha messa a novanta e le sta tendendo la testa ferma!!", "qualcuno li riprenda vi prego che poi mettiamo il filmato su youtube", "ma se le fregassimo i documenti e spedissimo a casa una busta con scritto "so cosa hai fatto l'estate scorsa ai lavatoi, maiala?", "ma quanto ci mette a slacciargli i pantaloni?!". sorvoliamo poi sul fatto che li abbiamo pedinati.
per concludere questo aggiornamento vorrei citare una storiella russa di ieri sera, scritta perde un po' della sua bellezza ma vale la pena riportarla. (mi scuso per gli stereotipi etc.etc)
COSA PORTANO GLI OSPITI QUANDO VANNO IN VISITA:
l'inglese porta il suo senso di integrità morale
il francese porta sua moglie
il russo porta (ovviamente) una bottiglia di vodka
L'ebreo porta una torta
COSA PORTANO VIA GLI OSPITI QUANDO LASCIANO LA CASA:
l'inglese se ne va col suo senso di integrità morale
il francese se ne va con la donna di qualcun altro
il russo se ne va con un occhio nero
l'ebreo se ne va con la torta
COSA PENSANO GLI OSPITI QUANDO SE NE VANNO DALLA CASA:
l'inglese pensa "sono stato bravo, ho mantenuto la mia integrità morale!"
il francese pensa: "forse ho sbagliato, la donna seduta alla mia destra era più carina"
il russo pensa. "chissenfrega se ho un occhio nero, tanto gli ho devastato la casa e ho bevuto tutti gli alcolici!"
l'ebreo pensa: "da chi altro posso andare in visita intanto che la torta è ancora fresca?"




