Mi hanno passato una catena interessante, finalmente. Ho aspettato un po’ a farla: tutti voi sapete quanto io ami leggere e scegliere solo 5 libri che mi hanno segnato, commosso, fatto crescere, è impossibile. Quindi adesso metto tutti gli incipit dei libri della mia vita che mi vengono in mente, poi la catena la faccia chi vuole!
“Ritorno adesso da una visita al mio padrone di casa: l’unico vicino con il quale avrò a che fare. I Magnifico paese, questo. Credo che in tutta l’Inghilterra non avrei potuto trovare un luogo così discosto da ogni rumore mondano. Un vero paradiso del perfetto misantropo: e il signor Heathcliff ed io siamo fatti apposta per dividerci tanta solitudine.”
(Emily Bronte, Cime tempestose)
“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo.Li.Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.”
(Vladimir Nabokov, Lolita)
“Se davvero avete voglia di sentire questa storia magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e come è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutto quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne.”
(J.D. Salinger, The Catcher in the Rye)
“C’era un gran rumore negli universi. Generazioni di stelle nascevano e morivano sotto lo sguardo di telescopi assuefatti, fortune elettromagnetiche venivano dissipate in un attimo, sorgevano imperi d’elio e svanivano civiltà molecolari. gang di gas sovraeccitati seminavano il panico, le galassie fuggivano rombando dal loro luogo d’origine, i buchi neri tracannavano energie e da bolle frattali nascevano universi dissidenti, ognuno con legislazione fisica autonoma”
(Stefano Benni, Elianto)
“Nel 1815 Charles-Francois-Bienvenu Myriel era vescovo di Digne. Era un vecchio sui 75 anni, dal 1806 titolare della diocesi di Digne. Benché non abbiano nessun collegamento con la sostanza della nostra storia, forse non sarà inutile, se non altro per amore della precisione, far menzione di certe dicerie e di certe voci circolanti su di lui quand’era giunto alla diocesi”
(Victor Hugo, I Miserabili)
“Impossibile uscire a passeggio quel giorno. Avevamo, è vero, camminato per un’ora nell’albereta ormai spoglia, durante la mattinata; ma all’ora di colazione il vento freddo aveva ammassato tanta nuvolaglia così fosca, seguita da una pioggia tanto penetrante, che non era più il caso di pensare a un po’ di esercizio all’aperto, quel pomeriggio”
(Charlotte Bronte, Jane Eyre)
“è stato calcolato che il peso delle formiche esistenti sulla terra è pari a venti milioni di volte quello di tutti i vertebrati”. Così lo scultore ottocentesco Amos Pelicorti detto il Mirmidone rispondeva a coloro che gli chiedevano perché componesse le sue opere in mollica di pane. Da quando aveva letto la notizia su un giornale era rimasto a tal punto folgorato da lasciare le predilette sculture in marmo per il candore alternativo della farina. I suoi capolavori venivano sfornati caldi e dati in pasto alle formiche”.
(Stefano Benni, La compagnia dei Celestini)
"Uscendo dal buio del cinema alla luce accecante del sole, avevo in mente solo due cose: Paul Newman e un passaggio fino a casa. Avrei voluto assomigliare a Paul Newman - lui è tosto e io no - ma anch'io non sono poi tanto male. ho i capelli castano chiaro, quasi rossi, e occhi grigioverdi. li preferirei più grigi perchè detesto quasi tutti i tipi con gli occhi verdi, ma devo accontentarmi di quello che ho."
(Susan E. Hinton, Ribelli)
"Non ci sono orsi in quel cespuglio - esclamai. Le orecchie di Negrito erano piegate in avanti fino quasi a toccarsi, mentre sollevava gli zoccoli come stesse camminando sulle uova. - ma se non ne hai mai nemmeno visto uno, idiota - gli dissi stringendo la presa delle ginocchia sui fianchi. - Non sapresti neppure come riconoscere un orso! Negrito soffiò, girando un occhio verso il cespuglio. Risi. Certo aveva della fantasia"
(Susan E. Hinton, Il giovane Tex)
Per adesso va bene così, i miei dormono e non posso andare nelle camere e metterle a soqquadro per cercare altri libri. Ma abbiate fede (so che trepidate!), ne aggiungerò altri.