all the peace and joy in your mind

scritto da Mnemonia il sabato, 26 maggio 2007,18:48

immagino che potrei dire che il mancato aggiornamento degli ultimi giorni dipende dagli esami e dallo studio convulso. se volete lo dico, ma è una bugia. semplicemente il caldo mi annebbia un po' il cervello. neanche adesso avevo voglia di scrivere in verità, ma una falena si è appena suicidata sulla mia lampada e l'ho preso come un segno molto divino.

che caldo, cazzo. oggi è il 26 maggio con tutto quello che comporta e mi sento abbastanza strana, soprattutto per la grande e eccessiva importanza che ho sempre dato alle date. chi l'avrebbe detto che in un anno la mia vita si sarebbe completamente stravolta? per esempio farsi martoriare i piedi dalle ballerine e ostinarsi a metterle solo perchè sono belle, non è da me. è un mese che mi sanguinano i piedi, ed è un mese che continuo a metterle. le all star mi guardano accusatorie dalla scarpiera, come a dire "ti sei venduta anche tu alla moda eh, stronza?".  bell'esempio tra l'altro, molto maturo. andrebbe detto altro ma dai, niente, nessun masochismo stasera. la testa mi fa male e ieri sera non sono uscita perchè fisicamente provata dagli ultimi tre giorni di levatacce, dove per levatacce si intende qualsiasi orario precendente alle undici e mezza. mio padre non si fida a lasciarmi la macchina per viaggi solitari, e anche se so che sotto sotto ha ragione, la cosa mi irrita. dopo un anno e mezzo di fatiche potrò godermi l'ebrezza della guida no?! no. il fatto che il primo giorno che ho preso la macchina ho lasciato accesi i fari tutta notte e si è scaricata la batteria e sabato scorso in centro ho tentato di uccidere una vecchietta non c'entra, giuro.

il pomeriggio di oggi è passato proficuamente tra bocce (il gioco, maliziosi), sigarette e cedrata mentre stasera mi aspetta la festa a casa di anna per l’uomo cum figlia. Mi rifiuto persino di chiamarlo per nome. Niente, oggi non sono ispirata, dovete accontentarvi di questo pessimo aggiornamento. I'll be back. ma anche no, dato che martedì e mercoledì ho l'esame di russo. che passerò di sicuro. si.

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ho provato per ore a scrivere un post e questo è il risultato

scritto da Mnemonia il martedì, 15 maggio 2007,23:17

ci sono persone che vanno e altre che restano. ma a volte non ha alcun senso restare.

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la lotta eterna

scritto da Mnemonia il martedì, 08 maggio 2007,23:18

e così dopo un anno e mezzo di attese, paranoie, crisi isteriche ,frustrazioni, dopo tre esami di teoria, tre di pratica e  tre maledettissimi fogli rosa, la patente è arrivata. è tutto il giorno che la guardo abbastanza stordita perchè come ha detto mamma "ormai hai la licenza per uccidere."  durante l'esame avevo gola secca, palpitazioni, nausea e i piedi che mi facevano malissimo per via del nuovo paio di ballerine che mi ha ucciso i piedi, e che io continuo ostinatamente a mettere perchè sono una vanesia del cazzo. ode all'esaminatore napoletano che ha passato tutto il tempo a commentare il paesaggio invece di valutare la mia guida e che ha esordito con un "ma hai una cartina (?!) tatuata sulla spalla?". oh, è andata. adesso devo solo trovare il coraggio di andare in giro da sola. mh, hai detto niente. almeno adesso tutti la smetteranno di deridermi in ogni dove. ode anche al festeggiamento cum birre sul muretto in parte alla scuola guida. ho delle idee troppo uber.

twin peaks è finito e mi sento un po' svuotata. in più vorrei fare del male fisico a lynch perchè non si può fare finire un telefilm così cazzo, ci vorrebbe la pena di morte ("COME STA ANNIEEEEEEEEEEEEEEEEEE?"). adesso che non ho più questa piacevole occupazione da 45 minuti a puntata e ho smesso di angosciarmi per la patente posso seriamente concentrarmi sugli esami. si. bello. (eutanasia di massa).

passando a cose serie, mi sono accorta che sono pesantemente dipendente dal succo di pompelmo della santal. quasi peggio della nicotina. non sto scherzando, sono riuscita a bermene 4 cartoni in due giorni. ho talmente tanto zucchero in corpo che potrei stare sveglia per una settimana di seguito ed essere comunque incredibilmente lucida. un altro argomento serissimo riguarda il libro "una piccola storia ignobile", la cui protagonista abita in città alta, e precisamente a 2 minuti da piazza vecchia. mi sono emozionata tantissimo a leggere le descrizioni dettagliate e piene di sentimento sulla mia piccola rocca medievale. comincio a perdere colpi :(

potreste giustamente chiedemi "ma il lavoro come va?". di fatto mi pagano per leggere, dato che in negozio non c'è molta vita. speriamo che si continui così.

 

 

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come inziano i 5 (5?!) libri della tua vita?

scritto da Mnemonia il martedì, 01 maggio 2007,22:28

Mi hanno passato una catena interessante, finalmente. Ho aspettato un po’ a farla: tutti voi sapete quanto io ami leggere e scegliere solo 5 libri che mi hanno segnato, commosso, fatto crescere, è impossibile. Quindi adesso metto tutti gli incipit dei libri della mia vita che mi vengono in mente, poi la catena la faccia chi vuole!

 

 

“Ritorno adesso da una visita al mio padrone di casa: l’unico vicino con il quale avrò a che fare.  I Magnifico paese, questo. Credo che in tutta l’Inghilterra non avrei potuto trovare un luogo così discosto da ogni rumore mondano. Un vero paradiso del perfetto misantropo: e il signor Heathcliff ed io siamo fatti apposta per dividerci tanta solitudine.”

                                         (Emily Bronte, Cime tempestose)

 

 

“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo.Li.Ta.

Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.”

                                           (Vladimir Nabokov, Lolita)

 

“Se davvero avete voglia di sentire questa storia magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e come è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutto quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne.”

                           (J.D. Salinger, The Catcher in the Rye)

 

 

“C’era un gran rumore negli universi. Generazioni di stelle nascevano e morivano sotto lo sguardo di telescopi assuefatti, fortune elettromagnetiche venivano dissipate in un attimo, sorgevano imperi d’elio e svanivano civiltà molecolari. gang di gas sovraeccitati seminavano il panico, le galassie fuggivano rombando dal loro luogo d’origine, i buchi neri tracannavano energie e da bolle frattali nascevano universi dissidenti, ognuno con legislazione fisica autonoma”

                                         (Stefano Benni, Elianto)

 

 

Nel 1815 Charles-Francois-Bienvenu Myriel era vescovo di Digne. Era un vecchio sui 75 anni, dal 1806  titolare della diocesi di Digne. Benché non abbiano nessun collegamento con la sostanza della nostra storia, forse non sarà inutile, se non altro per amore della precisione, far menzione di certe dicerie e di certe voci circolanti su di lui quand’era giunto alla diocesi”

                                       (Victor Hugo, I Miserabili)

 

 

Impossibile uscire a passeggio quel giorno. Avevamo, è vero, camminato per un’ora nell’albereta ormai spoglia, durante la mattinata; ma all’ora di colazione il vento freddo aveva ammassato tanta nuvolaglia così fosca, seguita da una pioggia tanto penetrante, che non era più il caso di pensare a un po’ di esercizio all’aperto, quel pomeriggio”

                                        (Charlotte Bronte, Jane Eyre)

 

 

“è stato calcolato che il peso delle formiche esistenti sulla terra è pari a venti milioni di volte quello di tutti i vertebrati”. Così lo scultore ottocentesco Amos Pelicorti detto il Mirmidone rispondeva a coloro che gli chiedevano perché componesse le sue opere in mollica di pane. Da quando aveva letto la notizia su un giornale era rimasto a tal punto folgorato da lasciare le predilette sculture in marmo per il candore alternativo della farina. I suoi capolavori venivano sfornati caldi e dati in pasto alle formiche”.

                         (Stefano Benni, La compagnia dei Celestini)

 

"Uscendo dal buio del cinema alla luce accecante del sole, avevo in mente solo due cose: Paul Newman e un passaggio fino a casa. Avrei voluto assomigliare a Paul Newman - lui è tosto e io no - ma anch'io non sono poi tanto male. ho i capelli castano chiaro, quasi rossi, e occhi grigioverdi. li preferirei più grigi perchè detesto quasi tutti i tipi con gli occhi verdi, ma devo accontentarmi di quello che ho."

                          (Susan E. Hinton, Ribelli)

"Non ci sono orsi in quel cespuglio - esclamai. Le orecchie di Negrito erano piegate in avanti fino quasi a toccarsi, mentre sollevava gli zoccoli come stesse camminando sulle uova. - ma se non ne hai mai nemmeno visto uno, idiota - gli dissi stringendo la presa delle ginocchia sui fianchi. - Non sapresti neppure come riconoscere un orso! Negrito soffiò, girando un occhio verso il cespuglio. Risi. Certo aveva della fantasia"

                          (Susan E. Hinton, Il giovane Tex)

 

 

Per adesso va bene così, i miei dormono e non posso andare nelle camere e metterle a soqquadro per cercare altri libri. Ma abbiate fede (so che trepidate!), ne aggiungerò altri.

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