nevermore to feel the pain
il mio primo sabato sera da commessa è andato bene. un po' di noia iniziale esorcizzata scrivendo fiumi di parole su un quadernetto, clienti che decidono di arrivare tutti a 10 minuti dalla chiusura, 12enni che avrei voluto strangolare etc. però non è male essere pagata per stare principalmente seduta. la proprietaria del negozio devo ancora bene inquadrarla, per ora sembra molto gentile e accomodante ma credo sia una di quelle persone che se fai un errore ti aizzano contro un serpente a sonagli! vedremo, ma il fatto che ieri mattina si sia tolta il reggiseno in negozio non mi fa ben sperare sulla sua sanità mentale.
i giorni passano velocissimi, marzo è finito e non mi ero accorta nemmeno fosse iniziato. mi alzo al mattino con un pensiero in testa e ci costruisco castelli fino a sera, in pratica. ci credo che il tempo passa veloce. mi sento strana, ma soprattutto viva e iperattiva come forse non sono stata mai. e ripesco vecchi cd degli afterhours e dei nine inch nails per ricordami i vecchi tempi, faccio telefonate ad amiche lontane, esco a fare passeggiate di ore, impicco lezioni con nicole, passo praticamente le notti in bianco (le occhiaie stanno diventando parte intgrante del mio essere), fumo come una turca. (ettepareva)
riguardo a giovedì sera posso dire che "ho voglia di te" è assolutamente il film più brutto che abbia mai visto nella mia vita (l'unica scena in cui si ride a crepapelle è quando la madre di lui muore di una malattia terminale di nonsoccheccazzo. cioè, per dire) e che un chiodo è un po' come il gonnellino di eta beta.



