(we'll carry on)
sabato è stato un po' come tornare a respirare dopo un anno di apnea.
a parte questo: il template è figo, no?
sabato è stato un po' come tornare a respirare dopo un anno di apnea.
a parte questo: il template è figo, no?
io non ho parole per descrivere quanto ami "manhattan".
Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un'ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoes Blues... i film svedesi naturalmente... L'educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey.
io gli ultimi dieci minuti me li rivedrei all'infinito. e, insomma, "bisogna avere fiducia nelle persone" è una frase bellissima con cui concludere un film no? cioè, tralasciamo il fatto che alla fine il nodo centrale del film è la relazione di woody allen con una 18enne, un po' uno specchio della sua vita privata. ecco, io alla fine penso che sia la storia d'amore più bella del cinema.
il computer ogni tanto prende e inizia a scrivere in russo.
io vorrei dire qualcosa sul fatto che questo week end forse scioglierò il nodo più insidioso di tutta la mia vita. quello che mi fa ancora stare più male, beninteso. hope to.
felicità è una tazza di cioccolata col peperoncino. e tutto quello che c'è intorno.
because the night belongs to lovers
because the night belongs to lust
because the night belongs to lovers
because the night belongs to us
bella lì.
sabato sera a casa più per stanchezza fisica et mentale che per mancanza di programmi.
mi sembra che il tempo passi un po' troppo velocemente ultimamente. e ieri è successo l'irreparabile: ho messo il primo maglione autunnale, quello che di solito riesco a rimandare fino ai primi di novembre. ho una sorta di intolleranza fisica all'inverno, che dimostro andando in giro con magliette senza maniche fino a quando i miei arti non hanno un principo di congelamento. fosse per me il mio guardaroba sarebbe solo in stile "walkin' on sunshine"; se capite cosa intendo. ed è per questo che puntualmente muoio di freddo tutti gli inverni. repulsione al comprare indumenti pesanti. sono un caso disperato.
l'università mi piace di moltomolto. russo mi piace di moltomolto. anzi, lo adoro già. letteratura in primis. in più a russo c'è gente splendida, come può confermare il buon marpione di urgnano (nome in codice). ma dico, è normale che mi trovi meglio adesso che in 5 anni di sarpi? ma per spiegare questa cosa potrei dire che stamattina il terzo e dico terzo ragazzo in dieci anni si è gettato volontariamente dalla balconata principale del mio ex glorioso liceo e ha fatto un volo di dieci metri. è vivo, non in pericolo di vita. ma io, al sarpi, di coetanei e non sull'orlo di crisi nervose ne ho visti parecchi. mi comincerei a porre qualche domanda, seriamente. non è che il classico deve diventare una specie di teoria dell'evoluzione di Darwin, che quelli senza palle e nervi saldi si estinguono.
punto all'ordine del giorno.
devo tassativamente trovarmi un lavoro per contribuire al bilancio familiare (cit. di mamma)
aiuto.
rullo di tamburi eccetera, sono tornata.
l'ultimo post è datato esattamente 40 giorni fa, il che presuppone che abbia un sacco di cose da raccontare, vero? vero. però insomma, non ce la faccio a riassumere tutto in un un'unica sessione, considerando poi che questo blog è letto da 4 gatti e due o tre armadilli che bene o male quello che devono sapere della mia vita lo sanno.
un mese fa, sapete dov'ero un mese fa? ero a sete un bellissimo e ridente paesino francese a quattro o cinque ore dal confine spagnolo, ed ero reduce da un'intera giornata passata sotto il sole a tentare di abbronzarmi. vacanza strana, ma posso dire la migliore della mia vita. tra ostelli ispirati al piccolo principe e altri simili a fogne e pieni di marinai arrapati, tra camerate di 15 e passa posti letto in cui ti capita di conoscere gente imprevedibile e stanze alla fine di salite ripidissime e immerse nel nulla. tra piogge torrenziali in mercati ortofrutticoli e discoteche fino alle 4 e mezza del mattino perchè tanto sei in vacanza e lo puoi fare no? tra notti a dormire un'ora forse, ma magari anche due e "chiara inviti tu l'americano figo ad uscire stasera che noi ci vergognamo?", pic nic improvvisati su valigie ancora più improvvisate, tra inedia a causa del portafoglio vuoto e l'acqua di barcellona, salata, che piaceva solo a me, e conoscenze tante: australiani che ci provano, e americani che vorrebbero farlo ma sono timidi e belgi che ci seguono ovunque e ci adorano e ci vengono a trovare a fine mese e la consapevolezza che nove ragazze italiane in giro per il mondo possono ottenere tutto quello che vogliono, solo per il fatto di essere ragazze e italiane. ringrazio tutte queste meravigliose donnine che mi hanno regalato 10 giorni allucinanti ma splendidi.
vorrei parlare dell'università ma lo faccio un'altra volta, tipo domani. più che altro perchè devo ancora fare i compiti di russo